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martedì 22 settembre 2009

Ancelotti: "Il mio Chelsea, che squadra!"

Il tecnico italiano racconta i suoi primi mesi in 'blues': «Drogba come Ibra, Eto'o e Torres, ma non lo cambierei con nessuno. Con calma e pazienza, possiamo vincere la Champions»

LONDRA, 22 settembre - «Ho giocato con Van Basten e, in qualche modo, Drogba me lo ricorda. E' un attaccante straordinario, ma è anche un leader, un trascinatore». Carlo Ancelotti, intervistato dal 'Daily Mail', esalta Didier Drogba e fa il punto su questi primi mesi da allenatore del Chelsea. «Drogba -dice l'ex tecnico del Milan- può essere paragonato a Ibrahimovic, Eto'o e Torres, ma non lo cambierei con nessuno di loro. Alcuni pensano che sia una prima donna, ma la differenza tra prima donna e leader è molto sottile. Lui usa il suo talento per la squadra. Quando hai un giocatore così, hai vinto».

I SPEAK ENGLISH - Con Ancelotti in panchina il Chelsea sta volando in campionato. Merito anche dell'ottimo feeling instaurato dall'allenatore italiano con la squadra dopo qualche problema di 'lingua'. «Con l'inglese non è stato facile -racconta Ancelotti-, e ci sono stati momenti in cui mi sono sentito frustrato. In un'amichevole col Reading che stavamo perdendo 2-0 volevo esprimere la mia rabbia, ma non potevo. Magari potevo farlo in italiano, e avrebbero capito...».

LA MUSICA RAP - «Un'altra cosa che non capivo era la musica nello spogliatoio prima delle partite -prosegue il tecnico-. Per me è stata una grossa sorpresa. In Italia agli allenatori non piace quando i giocatori parlano e sentono la musica. Dobbiamo restare concentrati. E poi, non è neanche bella musica. E' sempre rap, terribile...». «Ma ho deciso che dovevo adattarmi -aggiunge Ancelotti- Alla fine, ascolate la musica non è importante. Quello che ci unisce, è il calcio».

CHAMPIONS CONTADINA
- Ancelotti racconta anche le sue origini contadine, e conclude con una metafora: «Ho detto ai ragazzi che anche noi, come i contadini, riceviamo il nostro premio a fine stagione, dopo aver lavorato tutto l'anno. Possiamo vincere la Champions, ma servono calma e pazienza, come in campagna».

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